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STAGIONE NAPOLI CALCIO 2023/2024

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25 FEBBRAIO CAGLIARI - NAPOLI (1 - 1)

Il Napoli col pari di Cagliari dice probabilmente addio alla zona Champions. Non che manchino ancora le occasioni, ma la sensazione è negativa. Gli azzurri non sono riusciti a vincere una partita che sembrava vinta. Non solo per il gol subito a tempo scaduto. Ma per le opportunità sprecate dopo il gol di Osimhen. Prima Politano, poi Simeone hanno fallito occasioni solo davanti a Scuffet. Poi il pari arrivato su errore di Juan Jesus. E qui magari qualche colpa va data anche a Calzona. Il brasiliano era stremato, ma è stato lasciato in campo, Ostigard è entrato al posto di Mazzocchi. Il problema è che il Napoli ha giocato un primo tempo vergognoso. Non avendo neppure l’alibi di avere di fronte il Barcellona. Il Cagliari è ben poca cosa, magari si salverà, anche se non sarà facile. Ma è davvero inconcludente. Ha solo una determinazione feroce, non molla mai. Anche se questa volta neppure i sardi ci pensavano più. Ormai buttavano solo il pallone avanti, ed in difesa rischiavano ad ogni azione degli azzurri. Non ci fosse stato l’erroraccio di Jaun Jesus, al sesto ed ultimo minuto di recupero, avrebbe perso senza avere nulla da recriminare. Tornando al Napoli la colpa non era di Garcia, non era di Mazzarri, anche se è stata una follia sceglierlo solo perché unico ad accettare un contratto di sei mesi. La colpa non può essere certamente neanche di Calzona, ovviamente. In campo ci vanno i calciatori, ed è inspiegabile come si facciano partite come questa. La colpa a monte è di chi ha fatto scelte che si sono rilevate sbagliate in estate. A conoscere un po’ le cose del calcio era possibile intuire che confermare l’intera squadra che aveva dominato la scorsa stagione non era il massimo. Una squadra fortissima, ma priva di giocatori di personalità. Andava fatto un mercato coraggioso, facendo anche cessioni importanti. Ma è inutile continuare su questo discorso. La partita di Cagliari ha chiuso il discorso Champions. Non è più il caso di parlarne, visto il campionato. La risposta che ci si aspettava da Cagliari era questo, e purtroppo non è stata positiva. Avremmo scritto lo stesso se il Napoli avesse vinto, il pari è stato il colpo di grazia.

STAGIONE NAPOLI BASKET 2023/2024

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18 FEBBRAIO PARTITA OLIMPIA MILANO - NAPOLI (72 - 77)

I sogni volte si avverano, ma questa vittoria della Gevi Napoli è qualcosa che va oltre il sogno. Alzi la mano chi pensava che Napoli potesse vincere la finale di Coppa Italia, contro per altro una corazzata come Milano. A volte invece la realtà va oltre ogni sogno. E’ stato un crescendo. Dalla vittoria contro Brescia al quarto di finale, Brescia che de settimane prima aveva passeggiato a Napoli, del resto parliamo della squadra che è la capolista della serie A. Sabato contro Reggio Emilia a metà più o meno del quarto quarto i partenopei erano sotto di dieci punti, per poi vincere al supplementare. E in finale contro l’Armani Milano, allenata da Ettore Messina, un tecnico che non ha bisogno di essere presentato neanche a chi il basket non lo conosce. Armani che il giorno prima aveva annichilito Venezia, 100 a 77. Venezia, per capirci, è una superpotenza del basket italiano, al momento quarta in classifica. In avvio di partita, Melli (20 punti, 8 rimbalzi e 24 di valutazione) realizza dall’angolo e con una schiacciata, ma Sokolowski (13 punti, 6 rimbalzi e 22 di valutazione) con un gioco da tre punti e i primi squilli di Zubcic (11 punti e 5 rimbalzi) ed Ennis (21 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, 26 di valutazione) valgono il sorpasso sul 6-8. Successivamente, al di là di una coppia di liberi di Hall, Zubcic continua a scuotere la retina dalla distanza e soprattutto Ennis si incunea nella difesa avversaria e aggiorna il massimo vantaggio sul +7 (10-17). L’ingresso dalla panchina di Mirotic (19 punti e 4 rimbalzi) e Hines, in seguito, dà una bella spinta ai meneghini, Ennis e le uscite dai blocchi di Sokolowski cercano di replicare ma cinque punti consecutivi di Mirotic riavvicinano l’Olimpia sul -2 (19-21). Al termine del quarto, comunque sia, Ennis realizza un gran canestro dal palleggio e chiude un ottimo primo quarto della Generazione Vincente sul 19-24. Le folate di Pullen (14 punti) ed Ennis, in seguito, aggiornano il massimo vantaggio partenopeo sul +9, prima che due canestri ben costruiti per Mirotic e Melli e le accelerazioni di Napier (8 punti e 4 assist) rimettano in carreggiata l’EA7 Emporio Armani (26-28). Dopo un bel botta e risposta tra Napier e Brown, Ennis e Voigtmann (6 punti e 6 rimbalzi) si fanno sentire nel pitturato e Owens (10 punti e 7 rimbalzi) risponde al primo guizzo vincente di Shields (10 punti, 4 rimbalzi e 4 assist) per il 32-36. Una super bomba di Pullen, comunque sia, riaccende l’entusiasmo campano, due guizzi di Voigtmann in taglio rimettono Milano in scia sul -3 ma un taglio vincente di De Nicolao e una coppia di liberi firmata da Pullen (36-43 dopo 20’). Un volo di Owens e una super tripla di Zubcic aggiornano il massimo vantaggio campano sul +12, tre efficaci penetrazioni consecutive di Melli riaccendono i biancorossi e poi Ennis preme ancora sul pedale dell’acceleratore per il 42-50. Una bella tripla di Hall e una schiacciata di Melli riportano l’Olimpia a un solo possesso di distanza ma Owens e i liberi di Zubcic lasciano avanti la Generazione Vincente (49-56). Dopo due affondate di Shavon Shields, Jacob Pullen si mette in proprio con dei super canestri al ferro e poi una magia di Mirotic a fil di sirena chiude il quarto sul 53-60. In avvio dell’ultimo periodo, Mirotic schiaccia facile in contropiede, Napier combina bene con Melli e poi una folata di Sokolowski in contropiede scrive il 57-62 a tabellone sbloccando la Generazione Vincente. Dopo l’ennesima affondata di Melli, Brown dalla lunetta e in contropiede scrive di nuovo il +7 ma Napier con una bomba pesante tiene vivissima Milano (62-66 a 4’ dalla fine). A seguito di un volo sopra il ferro di Owens, Ennis realizza un gran palleggio arresto e tiro per il +8, Mirotic ribatte firmando la bomba del 65-70 a meno di 120” dalla fine e poi Napier innesca Shields per la gran tripla del 68-70 a poco più di un minuto dal termine. Brown fallisce un tiro da tre punti e Melli trova Shields in angolo per la super bomba del sorpasso ma Pullen è glaciale e con la stessa moneta risponde per il 71-73 a 13” dal termine. Una palla persa di Napier, in seguito, permette a Sokolowski dalla lunetta di firmare il +4 e poi Napier, segna un libero ma sbaglia il secondo senza toccare il ferro e non dando chance ai meneghini di provare a tirare per il pareggio. Finisce 72-77. Adesso vediamo cosa accadrà in città. Il capitano De Nicolao a nome dei suoi compagni sogna una festa simile a quella dello scorso maggio in occasione dello scudetto della squadra di calcio. E’ vero che questi ragazzi hanno dimostrato che i sogni possono diventare realtà. Ma questo sembra davvero impossibile. In ogni caso sarà festa grande. Erano 18 anni che mancava un simile trofeo a Napoli.

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25 FEBBRAIO CAGLIARI - NAPOLI (1 - 1)

Il Napoli col pari di Cagliari dice probabilmente addio alla zona Champions. Non che manchino ancora le occasioni, ma la sensazione è negativa. Gli azzurri non sono riusciti a vincere una partita che sembrava vinta. Non solo per il gol subito a tempo scaduto. Ma per le opportunità sprecate dopo il gol di Osimhen. Prima Politano, poi Simeone hanno fallito occasioni solo davanti a Scuffet. Poi il pari arrivato su errore di Juan Jesus. E qui magari qualche colpa va data anche a Calzona. Il brasiliano era stremato, ma è stato lasciato in campo, Ostigard è entrato al posto di Mazzocchi. Il problema è che il Napoli ha giocato un primo tempo vergognoso. Non avendo neppure l’alibi di avere di fronte il Barcellona. Il Cagliari è ben poca cosa, magari si salverà, anche se non sarà facile. Ma è davvero inconcludente. Ha solo una determinazione feroce, non molla mai. Anche se questa volta neppure i sardi ci pensavano più. Ormai buttavano solo il pallone avanti, ed in difesa rischiavano ad ogni azione degli azzurri. Non ci fosse stato l’erroraccio di Jaun Jesus, al sesto ed ultimo minuto di recupero, avrebbe perso senza avere nulla da recriminare. Tornando al Napoli la colpa non era di Garcia, non era di Mazzarri, anche se è stata una follia sceglierlo solo perché unico ad accettare un contratto di sei mesi. La colpa non può essere certamente neanche di Calzona, ovviamente. In campo ci vanno i calciatori, ed è inspiegabile come si facciano partite come questa. La colpa a monte è di chi ha fatto scelte che si sono rilevate sbagliate in estate. A conoscere un po’ le cose del calcio era possibile intuire che confermare l’intera squadra che aveva dominato la scorsa stagione non era il massimo. Una squadra fortissima, ma priva di giocatori di personalità. Andava fatto un mercato coraggioso, facendo anche cessioni importanti. Ma è inutile continuare su questo discorso. La partita di Cagliari ha chiuso il discorso Champions. Non è più il caso di parlarne, visto il campionato. La risposta che ci si aspettava da Cagliari era questo, e purtroppo non è stata positiva. Avremmo scritto lo stesso se il Napoli avesse vinto, il pari è stato il colpo di grazia.

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I sogni volte si avverano, ma questa vittoria della Gevi Napoli è qualcosa che va oltre il sogno. Alzi la mano chi pensava che Napoli potesse vincere la finale di Coppa Italia, contro per altro una corazzata come Milano. A volte invece la realtà va oltre ogni sogno. E’ stato un crescendo. Dalla vittoria contro Brescia al quarto di finale, Brescia che de settimane prima aveva passeggiato a Napoli, del resto parliamo della squadra che è la capolista della serie A. Sabato contro Reggio Emilia a metà più o meno del quarto quarto i partenopei erano sotto di dieci punti, per poi vincere al supplementare. E in finale contro l’Armani Milano, allenata da Ettore Messina, un tecnico che non ha bisogno di essere presentato neanche a chi il basket non lo conosce. Armani che il giorno prima aveva annichilito Venezia, 100 a 77. Venezia, per capirci, è una superpotenza del basket italiano, al momento quarta in classifica. In avvio di partita, Melli (20 punti, 8 rimbalzi e 24 di valutazione) realizza dall’angolo e con una schiacciata, ma Sokolowski (13 punti, 6 rimbalzi e 22 di valutazione) con un gioco da tre punti e i primi squilli di Zubcic (11 punti e 5 rimbalzi) ed Ennis (21 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, 26 di valutazione) valgono il sorpasso sul 6-8. Successivamente, al di là di una coppia di liberi di Hall, Zubcic continua a scuotere la retina dalla distanza e soprattutto Ennis si incunea nella difesa avversaria e aggiorna il massimo vantaggio sul +7 (10-17). L’ingresso dalla panchina di Mirotic (19 punti e 4 rimbalzi) e Hines, in seguito, dà una bella spinta ai meneghini, Ennis e le uscite dai blocchi di Sokolowski cercano di replicare ma cinque punti consecutivi di Mirotic riavvicinano l’Olimpia sul -2 (19-21). Al termine del quarto, comunque sia, Ennis realizza un gran canestro dal palleggio e chiude un ottimo primo quarto della Generazione Vincente sul 19-24. Le folate di Pullen (14 punti) ed Ennis, in seguito, aggiornano il massimo vantaggio partenopeo sul +9, prima che due canestri ben costruiti per Mirotic e Melli e le accelerazioni di Napier (8 punti e 4 assist) rimettano in carreggiata l’EA7 Emporio Armani (26-28). Dopo un bel botta e risposta tra Napier e Brown, Ennis e Voigtmann (6 punti e 6 rimbalzi) si fanno sentire nel pitturato e Owens (10 punti e 7 rimbalzi) risponde al primo guizzo vincente di Shields (10 punti, 4 rimbalzi e 4 assist) per il 32-36. Una super bomba di Pullen, comunque sia, riaccende l’entusiasmo campano, due guizzi di Voigtmann in taglio rimettono Milano in scia sul -3 ma un taglio vincente di De Nicolao e una coppia di liberi firmata da Pullen (36-43 dopo 20’). Un volo di Owens e una super tripla di Zubcic aggiornano il massimo vantaggio campano sul +12, tre efficaci penetrazioni consecutive di Melli riaccendono i biancorossi e poi Ennis preme ancora sul pedale dell’acceleratore per il 42-50. Una bella tripla di Hall e una schiacciata di Melli riportano l’Olimpia a un solo possesso di distanza ma Owens e i liberi di Zubcic lasciano avanti la Generazione Vincente (49-56). Dopo due affondate di Shavon Shields, Jacob Pullen si mette in proprio con dei super canestri al ferro e poi una magia di Mirotic a fil di sirena chiude il quarto sul 53-60. In avvio dell’ultimo periodo, Mirotic schiaccia facile in contropiede, Napier combina bene con Melli e poi una folata di Sokolowski in contropiede scrive il 57-62 a tabellone sbloccando la Generazione Vincente. Dopo l’ennesima affondata di Melli, Brown dalla lunetta e in contropiede scrive di nuovo il +7 ma Napier con una bomba pesante tiene vivissima Milano (62-66 a 4’ dalla fine). A seguito di un volo sopra il ferro di Owens, Ennis realizza un gran palleggio arresto e tiro per il +8, Mirotic ribatte firmando la bomba del 65-70 a meno di 120” dalla fine e poi Napier innesca Shields per la gran tripla del 68-70 a poco più di un minuto dal termine. Brown fallisce un tiro da tre punti e Melli trova Shields in angolo per la super bomba del sorpasso ma Pullen è glaciale e con la stessa moneta risponde per il 71-73 a 13” dal termine. Una palla persa di Napier, in seguito, permette a Sokolowski dalla lunetta di firmare il +4 e poi Napier, segna un libero ma sbaglia il secondo senza toccare il ferro e non dando chance ai meneghini di provare a tirare per il pareggio. Finisce 72-77. Adesso vediamo cosa accadrà in città. Il capitano De Nicolao a nome dei suoi compagni sogna una festa simile a quella dello scorso maggio in occasione dello scudetto della squadra di calcio. E’ vero che questi ragazzi hanno dimostrato che i sogni possono diventare realtà. Ma questo sembra davvero impossibile. In ogni caso sarà festa grande. Erano 18 anni che mancava un simile trofeo a Napoli.

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