Pagelle fiscali, pressing su Gualtieri per il rinvio ma servono 800 milioni

fonte sole24ore.it

C’è una priorità fiscale assoluta per i professionisti in questo momento. Scongiurare l’applicazione obbligatoria delle pagelle fiscali, nome in codice «Isa» (indicatori sintetici di affidabilità fiscale), per il primo anno di applicazione, a causa dei ritardi accumulati nell’operazione e degli aggiornamenti che sono arrivati in pieno agosto. La parola d’ordine è «facoltatività» per l’anno d’imposta 2018 ed è la prima richiesta che stanno formulando al neoministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Perché incombe la scadenza (peraltro già prorogata) dei versamenti d’imposta da parte delle partite Iva entro il 30 settembre. Ma per ottenere la facoltitività servono nuove coperture per 700-800 milioni, come stimato dal Sole 24 Ore in edicola giovedì 5 settembre.

La mission impossibile
Trovare le coperture necessarie a garantire l’invarianza di gettito rispetto agli studi di settore mandati in soffitta e che l’anno scorso hanno consentito un’emersione di maggiore base imponibile di 2,1 miliardi è una mission impossibile o quasi. Anche perché, una volta incassata la fiducia, il Governo è atteso alla prova del fuoco di una legge di Bilancio che dovrà prima di tutto trovare i 23 miliardi per sterilizzare gli aumenti Iva dal 2020 e poi destinare risorse agli altri obiettivi programmativi, come il taglio del cuneo fiscale.

I consulenti del lavoro: rinvio dell’obbligo o valore solo statistico
Ma per tutti i professionisti che lavorano con il fisco gli Isa sono diventati una partita troppo difficile da gestire in così poco tempo. Il vicepresidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Sergio Giorgini, lo hoa spiegato anche in presenza dei rappresentanti dell’agenzia delle Entrate durante un videoforum su aspetti operativi degli Isa: «Il sistema di calcolo degli Isa non solo richiede una mole enorme di dati, che risalgono fino a 7 anni prima, ma presenta anche numerose anomalie, che i continui aggiornamenti non hanno risolto. Lo dimostrano gli errori di calcolo riscontrati finora, ma anche i risultati contradditori ottenuti, a parità di dati, rispetto agli esiti degli studi di settore. In questo quadro – ha aggiunto – il rinvio degli Isa è necessario, così come l’introduzione di una moratoria sulle sanzioni. Sarà questa la nostra prima richiesta al nuovo ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri».

Un’alternativa al rinvio degli Isa al prossimo anno potrebbe essere, secondo i consulenti del lavoro, quella di «prediligere un utilizzo ai soli fini statistici e senza valenza tributaria per l’anno d’imposta 2018».
Il presidente dei commercialisti Miani: imprese e professionisti uniti
Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti (Cndcec) Massimo Miani era già intervenuto nei giorni scorsi a sottolineare come la non affidabilità degli Isa richiedesse un intervento per sancirne la facoltatività per il primo anno di applicazione. Per Miani è necessario che «d’ora in avanti imprese e professionisti possano condurre assieme una battaglia per il rispetto pieno dello Statuto del contribuente, battendosi anche per il suo innalzamento a norma di rango costituzionale, come noi commercialisti proponiamo ormai da anni. Si tratta di una battaglia di civiltà da condurre assieme nell’interesse generale della collettività».

Proprio in nome della difesa dello Statuto del contribuente (legge 212/2000) il presidente del Cndcec fa notare come siano state fino a questo momento «totalmente disattese anche le istanze presentate da parte dei Garanti dei contribuenti della maggior parte delle regioni che recepivano quelle dei commercialisti». Per questo, aggiunge Miani, «non possiamo che condividere la sollecitazione avanzata dall’Associazione italiana commercialisti (Aidc) e dall’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) rivolta a tutti i Garanti dei contribuenti d’Italia affinché rassegnino in massa le proprie dimissioni. Si tratterebbe di un gesto altamente simbolico che potrebbe accrescere l’attenzione della politica sul tema per noi cruciale del sostanziale rispetto dello Statuto».